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Intervista a Daniele Pitteri. Marketing e turismo: nuove opportunità

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Docente alla Federico II di Napoli e allo Iulm di Milano, Daniele Pitteri si occupa di comunicazione ed eventi culturali dagli anni ’80. Collabora con La Repubblica ed è autore di numerose pubblicazioni.
In occasione di Bmt Napoli Training, Pitteri sarà docente del corso Facebook Marketing.

Di seguito un’intervista incentrata sulle nuove tendenze del turismo dal punto di vista del marketing e della comunicazione.

Quali sono le tendenze del turismo del 2014: cosa ci aspetta?

È in atto una profonda trasformazione delle dinamiche turistiche dovuta sostanzialmente a tre fattori: la sempre più spinta necessità di personalizzazione del viaggio con un’enfasi esperienziale forte; la forte divaricazione dei flussi fra turismo randomico e autogestito e turismo customizzato grazie all’intervento “specialistico” di organizzazioni nuove e diverse dai tradizionali attori (agenzie, tour operator, etc); il cambiamento tipologico dei segmenti turistici con un aumento tendenziale dell’età media.

Di conseguenza si modificano sempre più sia l’offerta che la domanda e nascono nuovi prodotti, nuovi servizi, nuove modalità di “confezionamento” e di pianificazione del viaggio, nuovi canali di relazione e incontro fra domanda e offerta.

Quali strategie di marketing possono contribuire ad aumentare i flussi turistici?

Bisogna saper trovare prodotti adatti a soddisfare la nuova domanda. In sostanza se non si modernizza e innova radicalmente l’offerta sia nei contenuti che nelle modalità, non c’è strategia possibile per aumentare i flussi turistici. Il principale motivo per cui il nostro paese perde rilevanti quote di mercato turistico è determinato proprio da questa incapacità di innovare i prodotti e i processi di promozione turistica. Paradossalmente noi qui viviamo l’equivoco dell’abbondanza: pensiamo che lo straordinario patrimonio storico artistico e naturalistico di cui siamo dotati oltre al credito che nei decenni passati ci siamo costruiti basti a fronteggiare i cambiamenti in atto nel settore turistico. Invece non bastano, perché il patrimonio in sé non è più in grado di garantire attrattività. In Scozia nel nulla più assoluto naturalistico e storico artistico dei pascoli ovini hanno creato attrattività valorizzando l’unica cosa che avevano, i canali di irrigazione, inventando il campionato mondiale di nuoto nei fossi. Cioè un nuovo prodotto turistico che attrae praticanti, accompagnatori e pubblico di curiosi perché l’idea è talmente folle da diventare attrattiva. Ed esempi così ne esistono a migliaia. Quindi bellezze naturali, musei e alberghi belli se non informate dalla linfa nuova di idee su come viverli e fruirli non servono paradossalmente a nulla. Quindi la migliore strategia che possiamo avere oggi è inventare prodotti nuovi, capendo a chi rivolgerli e quindi costruendo un sistema di fruizione/esperienza di questi prodotti in grado di soddisfare le richieste/aspettative dei pubblici interessati.

Come si è evoluto il rapporto tra Social Media e Turismo?

Moltissimo. Il settore turistico in questo momento e da almeno un decennio è uno dei comparti produttivi ed economici maggiormente innovativi. È un settore molto aperto e pronto alle novità, molto disponibile e quasi obbligato a sperimentare. Ed ovviamente sin da subito il web è stato accolto a braccia aperte, non come un ostacolo o un problema, ma come un elemento di trasformazione dinamica. I social media trovano nel turismo una frontiera da esplorare. Quanto più alta è la ricerca di esperienza tanto più sono necessari i social per favorire la condivisione delle esperienze. Il turismo di oggi è esperienza e quindi i social media non sono più in rapporto con turismo, ma ne sono diventati una componente stessa. E per di più essenziale.

Che ruolo hanno le applicazioni mobile nel turismo?

Fondamentale, sono la nuova bussola del viaggiatore, lo strumento essenziale non solo per orientarsi, ma anche per cercare, trovare, documentare, condividere.

Previsioni per il prossimo futuro: come sarà il turismo nel 2020?

Sulla base dell’analisi tendenziale, le ricerche prevedono un cambiamento della geografia turistica con moltiplicazione delle mete, un aumento dei viaggiatori anziani e dei viaggiatori non europei o in generale occidentali, la generazione quasi esponenziale di canali di relazione diretta fra i singoli offerenti e i singoli fruitori, ossia l’esplosione al quadrato di fenomeni come Airbnb, ad esempio, con una conseguenza diretta sui servizi urbani, perché i viaggiatori saranno sempre più dei residenti temporanei, piuttosto che dei turisti e questo significa che i servizi per i cittadini non saranno più in contrasto con quelli per i turisti.

Io penso che queste previsioni siano molto vicine alla realtà che vivrà alla fine del decennio il turismo.

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