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Filtri di posta elettronica: un vero percorso ad ostacoli per arrivare a destinazione! Parte I

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Sebbene oggi i più giovani sembrano sempre più dirigersi verso altre forme di comunicazione quali quella mobile e social, l’email risulta ancora uno degli strumenti di diffusione più efficace soprattutto per gli over 35. Nonostante ciò secondo uno studio fatto nel 2013 sull’efficacia dell’email marketing, il 22% delle mail inviate non raggiunge il destinatario, e almeno un quarto di esse vanno inevitabilmente a finire nello spam.

Per chi fa email marketing finire nello spam è ovviamente un grosso problema, perché non solo ostacola la comunicazione con l’utente, ma anche danneggia la reputation del marchio. Pertanto diventa essenziale quando si opera in questo settore capire come agiscono i filtri di posta elettronica al fine di riuscire ad evitare che i propri messaggi vadano persi.

Analizziamo passo per passo gli ostacoli che una mail può incontrare lungo il suo cammino. Quando essa viene inviata, non è detto che giunga a destinazione, perché potrebbe essere bloccata da:

  •   un software antivirus
  •   un filtro antispam
  •   la presenza del’IP mittente in una blacklist
  •   un indirizzo mail inesistente

Per quanto riguarda i filtri antivirus e antispam, essi analizzano il contenuto del messaggio e in base ad esso classificano una mail come spam oppure no, e per superare indenni questa fase è bene evitare di inserire nel proprio messaggio:

  • le forme impersonali, le parole tipiche di offerte come free, gratis o gentile cliente oppure i punti esclamativi o particolari simboli come & e #
  • troppe immagini invece di un contenuto scorrevole e di una certa consistenza, infatti quando un messaggio è composto in primo luogo o esclusivamente da immagini molto più alta è la possibilità che sia considerato spam

Una volta superata questa fase la mail raggiunge il server di destinazione, a questo punto l’utente deve solo aprirla, il che fa sembrare che il peggio sia passato… invece no!

Molti client di posta elettronica ricorrono a svariati tipi di filtri per ordinare le mail in arrivo, ed essi sono particolarmente apprezzati dagli utenti in quanto risultano essere un valido aiuto nella gestione della posta. Dunque in questa fase i nemici numeri 1 dell’email marketing sono i filtri che il destinatario stesso applica alla sua casella di posta.

Il modo più efficace per superare questo impedimento è convincere l’utente ad aprire la mail e quindi ad inserirla nella sua whitelist, cioè lista degli indirizzi ritenuti attendibili. Per fare ciò la combinazione mittente/oggetto è cruciale: il mittente deve essere conosciuto e l’oggetto personalizzato. Una volta aperta la mail il lettore potrà:

  • cliccare su uno dei link inseriti
  • cancellarsi dall’iscrizione alla newsletters
  • non fare nulla 
Se il contenuto della mail è di qualità, la percentuale di click sul link, in genere, si aggira tra il 2-5%, ma se la mail è ben personalizzata si possono raggiungere soglie del 10-20%. Ovviamente al link dovrà seguire una landing page assolutamente coerente con il messaggio inviato affinché avvenga la conversione finale. A seconda del comportamento dell’utente si potrà rispondere con messaggi personalizzati quali una mail con dettagli aggiuntivi sull’offerta a chi non ha visitato la landing page, e un’offerta personalizzata per l’ha visitata ma non ha effettuato un’azione di conversione.

Per ulteriori consigli sull’argomento al prossimo post!!

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